Commenti alle opere
divinafollia 2007

 
 
 

Angelica Ange 

Amo scrivere,anche se per anni sono rimasta in assoluto silenzio,ora da circa  tre anni ho ripreso,e non riesco più a smettere,finalmente mi sento viva.
Nelle mie poesie vita e morte passeggiano prese per mano, ma il mio spirito arcobaleno si libra sempre nell'intenso azzurro. Le parole arcobaleno e azzurro sono sempre presenti nelle mie opere.

 

 

 

 

 

 

 

1

 

Viale di cristallo

Percorro bendata,
un viale di cristallo,
mi fanno orrore,
quei riflessi accecanti
di verità celate,
ma' nonostante cerchi di proteggermi,
si schianta sul viso,
un'affilata realtà.
Cammino con in groppa,
il peso del'io distorto,
una bastarda consapevolezza,
mi schiaccia a terra,
scivolo in una pozza
di sangue raffermo,
cado esanime,
col viso rivolto verso il basso,
mi specchio,
in questo viale di cristallo,
che riflette solo,
la mia follia.

 

 

 

 

 

Silenzio assordante
 

L'alba nuova muore,
sfiorisce il viso.
Dove va a finire
tutto questo silenzio assordante?

Dove si raccoglie?
Dove si dissolve?
Vorrei acchiapparlo
mentre scappa via
per nascondersi dietro al sole,
avvicinarlo alle orecchie sorde,
ascoltare le sue urla rosse,
i suoi lamenti neri,
comprendere il suo accorato dolore,
accoglierlo dentro me
e farlo mio per l'eternità.

 

 

 

 

Ho sete


Voglio bere dalla tua fonte miracolosa,
ho sete della tua linfa vitale,
fluisci nelle vene,scorri bruciando
generando magici istanti
di passione ed eccitazione,
voglio abbeverarmi con il tuo amore.

Ho sete dei tuoi umidi occhi
custodi silenziosi della mia anima ribelle,
voglio bere le tue lacrime argente,
antidoto per il mio corpo dolente,
il tuo fluido empie serra vuota,
dove attingerò vita per il resto dei giorni.

La lingua avida
striscia sul tuo corpo azzurro,
goccia a goccia il tuo sudore,
disseta la voglia arcobaleno,
non disperdo nulla
ne ho bisogno per alimentare la luce.

Ho sete delle tue mani celesti,
come petali di rosa setosi
accarezzano il viso stanco,
lambiscono il corpo che ti cerca,
echeggia nell'aria
un richiamo assordante.

Senza te morirò lentamente,
una morte agonizzante
che disidraterà l'essenza,
ascolto parole non pronunciabili:
Amor mio non te ne andare
continua a dissetare l'anima mia.


 

 

 

Parole


Parole gementi e mute
ingoiate a prepotenza,
non riusciranno a risalire
aggrappandosi a costoni
di carne marcia.
Non vinceranno la partita
contro anima ribelle,
non conoscono
la forza della testardaggine,
arrancando la salita
strapperanno meschine schegge
di putrida polpa,
ma non giungeranno alla bocca serrata.
Malgrado il fetore ammorbante
che parole agonizzanti emaneranno,
verranno comunque ingurgitate,
poseranno la loro zavorra sorda
sul fondo del pozzo nero,
dove nessuno potrà raggiungerle
o ascoltare le loro assordanti
chiacchiere impercettibili.
Moriranno lì,immobili,
soffocate dal peso del raffermo mutismo,
creperanno solitarie e inascoltate,
odio furente schiaccerà
il loro suono ridente.
Saranno lapidate
da grandine di lacrime,
espieranno la dura colpa
di non essere state capaci
di far comprendere il rumore cieco
della disperazione.
Allora è giusto che tacciano per sempre
e se un giorno verranno
vomitate per la repulsione
di crimini innocenti,
con rabbia e rassegnazione

verranno ricondotte,
giù nella caverna oscura
popolata dalle parole non dette.

 

 

 

Ricordi

 

Gli occhi seviziati
da caparbia memoria,
viaggiano come nomadi
insieme a carovane
di ricordi convulsi.
Reminiscenze non trovano pace,
le soste sono brevi e sofferte,
il tempo corre dietro a loro,
stanche ed esauste,
si accampano su ciglia impolverate,
intanto pupille affaticate
ingabbiano palpebre morenti,
finalmente si preparano al riposo,
sognano ciò che non potranno
mai scordare:
Un indelebile ricordo.

 

 

 


 


 

 

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