Commenti alle opere
divinafollia 2007

 
 
 

 

 

 

 

 

 

Roberta Bagnoli

Dal grembo del cielo............cadono furtive stelle

 

 

 

 

 

 

UNA VITA NEGATA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il morso delle stelle

Vorrei stare sospesa
immobile nel cielo
aggrappata al cirro di porpora
ed aspettare che svanisca il sole,
che vada sereno
a irraggiare l'altro emisfero,
che venga l'obliata notte
a riposare il cuore!
Forse nel vuoto assoluto,
nell'intervallo di stupenda luce
tra una costellazione e l'altra,
si svelerà il volto vero,
il volto d'amore di Dio.
Si placheranno all'istante
vento, terra, fuoco e mare.
Cesserà il tedio
di consumare il corpo.
Cesserà lo struggente,
famelico morso delle stelle
di divorare il cuore.

 

 

 

 

 

Terra dimendicata

Terra dimenticata,
vista da tutti il tuo corpo
che vendi per strada a pochi soldi,
al caro prezzo della tua dignità di donna.
Terra devastata,
vasta il tuo corpo
come deserto che un tempo
remoto hai attraversato.
Terra impaurita,
agile il tuo corpo
come gazzella che fin da piccola
ha imparato a correre fulminea
per sconfiggere le fauci assassine.
Terra magica,
impareggiabile il tuo corpo
come nostalgico tramonto
visto nella savana da un angolo
perduto del mondo.
Terra espropriata,
saccheggiata il tuo corpo
come villaggi interi
spazzati via da mani avide
di sangue e di potere.
Terra senza amore,
senza più lacrime da versare
il tuo corpo come i tuoi figli
lasciati soli nelle atroci notti,
marchiati come bestie
e come bestie sacrificati
nell'inumano e consapevole macello.
Come potremo dire un giorno:
Noi non ceravamo,
non abbiamo colpa?
Come potremo continuare nell'indifferenza
a lavarci la coscienza?

  

 

 

 

Ti cerco

Ti cerco
nella ginestra
che succhia
loro dal sole
e lo assorbe
nei suoi piccoli fiori.
Ti cerco
nel cerchio di fuoco
impresso
nel cielo al tramonto.
Ti cerco
in questo pomeriggio
di viva e vibrante poesia
in un borgo stupendo da brivido
chiamato non a caso
Salaiola.
Ti cerco
ovunque
sull'erba setosa
fra i ricami delle nuvole
nell'anima del vento sibillina,
ti cerco
inutilmente,
fuori
mi assale il vuoto
tu da sempre
dimori in me
respiro fluente
d'amore
innocente.

 

 

 

 

 

 

Calici di pietra

Ascolto in silenzio
il lamento muto delle donne libanesi,
ascolto in silenzio
il grido lacero delle donne israeliane.
Solo il vento asciuga
le lacrime sospese
nel raggelante odore di morte.
Calici di pietra pesano
sulle coscienze di tutti,
straziano la luna
offendono il sereno
mai stato così incerto.
Cosa bisogna fare
per sederci alla mensa del dialogo
se manca la volontà
di preparare il pane caldo della speranza?
Cosa bisogna dire se la parola pace
sembra decomporsi
come i corpi che giacciono
sfatti sotto le macerie?
Solo il cuore sacro
quello che ascolta
la voce del perdono
potrà dare forza alle flebili voci.
Solo il cuore sacro
quello rimasto intatto,
refrattario alla violenza
potrà rendere nobili
le nostre umili mani.

 

 

 

 

 

Sensazione d'indaco

Ho un'iride di variopinto aquilone nel cuore,
l'ho riscoperta per caso nell'incontro di una magica sera,
il corpo sospeso nell'errante viaggio,
l'anima cinta di prezioso nastro violetto,
attimi di totale abbandono, frammenti di sospirata pace,
ho visto paesaggi colorati, prati di fruscianti papaveri
trasformati in stupendi girasoli, adornati da fresche ginestre,
mi sono persa in una cascata di spuma cristallina,
lassù tra picchi innevati, dove l'aquila solitaria ha preso dimora,
un lago sereno, profondo e imperturbabile, da sempre attendeva i miei
passi.


 

 

 

 

 

Anime elette

Come tocco di campana in festa
lieve risuonerò nell'ansa stretta del tuo cuore.
Mi riconoscerai dalla scioltezza,
cadranno come chicchi al sole le parole.
Altrove se ne andranno impalpabili ansie
e svaniranno in un fragore di risate
le tue paure oscure.
Sarò nocciolo duro, inalterato
e tu atomo liberato, recuperato.
Saremo particelle nobili, speciali,
luminarie, quelle che silenziose
stanno ad aspettar che un raggio le trafigga
e all'istante le riconosca anime tremanti,
elette per amore.

 

 

 

 

 

Spighe di luce

Vorrei pioggia fresca d'amore
che aprisse la terra come bianca ferita.
Vorrei grandine di felicità
che sciogliesse il gelo del cuore
in risa di gioia.
Vorrei che tornasse il corpo di Cristo
a germinare semi di pace
come spighe di luce.

 

 

 

 

 

Altre stanze altri luoghi

Altre stanze vivono nel silenzio
che, scolpito negli occhi,
attraversa come raffica il corpo;
la voce del rimpianto, del dolore taciuto,
della libertà negata mi affratellano ai miei simili.
Non sono sola
altri luoghi vivono in me,
sono quelli che anche tu hai attraversato,
i luoghi ereditati da mia madre.

 

 

 

 

 

Nell'aria

Sospesa nella spirale del tempo
cerco la dimensione naturale
che dia respiro all'anima
al di là dell'effimero orizzonte.
Come l'eremita cerco la vetta
attraverso il cammino impervio e ignoto,
ma so che il silenzio
è lievito prezioso per il cuore
e l'infinito è giaciglio
di quiete per l'anima.
Vive di sangue e di acqua il corpo
ma senza luce sarebbe un buco di vuoto.
Rimango in ascolto
nell'aria canta l'aurora lontana,
nell'aria risuonano i passi solitari
dei monaci impietriti nei chiostri,
nell'aria si nasconde il mistero
del tempo immutabile.


 

 

 

 

 

A Nerone


Sei semplicemente una creatura animale,
qualcuno ti ha apostrofato sporco cane,
sorrido all'idea
non sa che i tuoi occhi pelosi
nascondono un cuore incondizionato, perfetto.
Ho imparato da te una bella lezione
cerco di fare festa anche a chi non mi piace.

 

 


 

 

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