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Laura Bertolini
Sotto i tetti di Napoli
gli alberi sono carichi di agrumi
il sole brilla sulle opere dei ragni,
io sola ascolto l\'acido vuoto
di quella stanza spoglia e buia
che gocciolava il nostro ultimo rintocco.
Inutile il riflesso giace nello specchio
che ci guarda sparire senza esistere
in dissolvenza come il fumo
dei rifiuti incendiati per le strade,
di particelle tossiche mi vesti il cuore
e mi regali un saluto da smaltire dentro.
Il lungo treno ora si addentra nella notte
che mi riaccoglie figlia dell'illusione
di questo spirito dannato.
Livorno è un balcone
e noi fumammo il mare
di fianco l'uno all'altra
con quelle spalle nude
rapimmo una canzone
nel bacio del per sempre
negli occhi del mai più.
Come due assassini
che si fanno fuori
ci sparammo l'amore.
Indelebili io e te,
che lo volesti negare.
Come ombre sfigurate
abbandonammo porte e scale
per l'ultimo scatto
livido,intrepido, brutale.
Ti odiai
Per poterti cancellare
Ti cancellai
per non doverti cercare.
Ma come diavoli
scambiammo patti infernali
e ritorniamo oggi,
torneremo domani
vinti dall'abisso
che noi sappiamo essere
immortale.
Psicoamore
Il rumore
dell'acqua
Il corpo bagnato
La tv che parla
Il luglio di sabato
Il supermercato
I biglietti del bus
che giacciono intatti
Livorno coi piedi distrutti
Un sorriso che sfuma
sul suo mare d'autunno
L'inizio e la fine
di un pezzo di musica rock

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