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Gabriella Brancaleone
SENSAZIONI
Nel silenzio
che mi circonda,
sento parole invase dal fuoco
sento incalzare il mio stupido gioco
sento il ritorno lontano dell’onda.
E nel rumore che mi sgomenta
sento spogliata paura di amare
sento nascosti i ricordi tornare
sento il tremore di una tormenta
Nel dolore che mi sta accanto,
sento straziarsi il mio tenue cuore
sento sfinire il mio antico amore
sento morire il mio debole pianto
Ed in quel semplice tuo viso
vedo una lacrima : vuole sgorgare
ascolto i pensieri : sembran parlare
scopro un rossore velato e improvviso
Non vedi il mio ardore?
Dorme tranquillo in attesa del fato
Giace sul corpo tuo addormentato
E ascolta l’ eco di ogni rumore
CHI SEI ?
Piccola bimba che vuoi sembrare donna,
perché corri e non ti vuoi fermare?
Piccola rosa che vuoi sembrare stelo
perché abbandoni le tue foglie?
Io sono qui che attendo un tuo risveglio
Non voglio lacrime e non paura
Solo parole che mi fan capire
Se sei bambina o se ti arrampichi
Sul muro di ricordi della vita .
LACRIME
Ombre di pioggia che cadono sulle mie guance,
sforzi di non vedermi brutta ne crucciata,
desideri improvvisi di cancellare tutto e tutti,
speranze svanite di un sole tenue che ti consoli,
Erano lacrime le mie impressioni di te.
ma cadevano gocciolando incuri di attimi di consolazione.
Non più parole, non più desideri,
e non spiragli di melodie per farmi pensare,
nulla si sparge ormai intorno a me:
nemmeno un vento ribelle ad ogni pensiero.
Vorrei poterti dire addio,
ma le lacrime bagnano le mie parole
ed esse affogano nel mare di dolore
che le risucchia senza perdono
Oggi si scrive
Oggi è il giorno
giusto per carmi e per canzoni
Un giorno per cantare e per parlare,
la voglia di esternare sensazioni,
il desiderio appiccicato di pensare.
Oggi ho visto il sole palpitare,
sentito il vento trascinar l’ispirazione
e le parole scritte sapevan dove andare
tutto il pensiero era dedito a creare.
Le muse intorno dell’arte e delle note
danzavano contente di questa situazione,
briciole di ricordi dispersi sulle gote,
semi di sale su un treno d’ emozione.
Sarà domani la stessa sensazione?
O il sonno mi lascerà intontita ?
Non posso dire ci sarà tensione
O una matita incastrata fra le dita…
SENZA TRAGUARDO
Lento, dolce,
inutile gocciolare di cera
che consuma le mie candele.
Caotico e nostalgico rimpiangere il passato,
ripudiando un futuro diverso dal tuo destino.
Strano desiderio notturno, al risveglio,
sudando il tuo freddo in una lunga notte
appena cominciata,
dove cerchi affannata
i pensieri lasciati la notte prima.
Non c?è meta nel tuo iter di pianti e rimorsi;
non c?è traguardo
per chi corre dalla parte opposta.
Vai, trascinata dal vento,
dove le terre non hanno colore,
perchè un giorno lontano, che sai certo,
possa così apparirti più vicino:
nel contare il tuo tempo passano i minuti,
e nei minuti passano i pensieri
che ti hanno resa viva.
Poche candele ancora ti restano da consumare:
da sola o infelice cosa importa,
esse impiegano sempre lo stesso tempo.
UN PRATO DI
MALINCONIA
E dal
dischiudersi di un fiore
ecco la prima sensazione di dolore.
Nasce una rosa addormentata,
nel letto mio deserto, abbandonata.
Dammi un frammento del tuo viso,
ed io sarò contenta ed appagata,
voglio un tuo semplice sorriso
ed io sarò felice e innamorata.
Non darmi il fuoco né il tormento
Le lacrime non hanno più segreti
Non il mio nome abbandonato al vento
Grani di sale sulle deboli pareti
E dai pensieri si snoda una canzone
contro le porte socchiuse e cigolanti,
un grido soffocato di passione
una speranza di esser nuovi amanti.
Contro i pensieri lanciati su un frammento
Ogni parola si lascia accartocciare
Un alitare lieve del tuo vento
Ed eccoci di nuovo a sospirare.
Il prato intorno è tutto rifiorito
La rosa si è dipinta di passione
Il fuoco non ci brucerà l'invito
A dominar, d'amor la sensazione.
COME
FARO'
Per non sentire le tue scellerate
grida
basta pensare al suo debole sorriso.
Per non raccogliere quel guanto tuo di sfida
basta vedere ciò che nasce nel suo viso.
C'è un gioco fatto di colori strani:
l'immagine sfocata del mio amore .
Tutto traspare dai segreti arcani,
e prende forma il grigio mio dolore.
Per accettare lo strano tuo pensiero
basta una lacrima che scivola sul volto,
per ricordare un briciolo di vero
basta un istante soltanto un po' raccolto.
E per capire cosa nasce dal tuo io:
soltanto un breve momento di pazienza,
solo un ardito e audace logorio
che non colpisca né uccida la coscienza.
SAPORE SALATO
Il dolce sapore salato
ristagna in fondo al palato,
l'odore che ho appena odorato
è misto nel soffio di un fiato,
lo sguardo è smarrito
si è perso nel vento sfiatato,
un piccolo invito è bastato
e il cuore è scattato.
Non c'era dolore
nel volto sudato d'amore,
e il piccolo fiore che ero
s'è tinto di prato.
Un chiaro pensiero,
nascosto nell'occhio crucciato,
ha aperto la mente a un grande destriero:
il vento del nostro passato.
PRIMA DI TE
Un ombra fatta solo di paure,
un cielo pieno di malinconia
traspare appena un cenno di figure
non vedo uomini né amori andare via
tutto è confuso non ricordo i nomi
tutto si fonde nella mia memoria
solo pagliacci o briciole di automi
solo di pietra e non impressi nella storia.
Nulla si ferma nel vorticare ardito,
gira e rigira centrato sulla mente
nulla più appare chiaro e definito
e tu che non ti mostri chiaramente.
Dove sei stato in questo tempo andato,
dove hai nascosto la mia felicità
ricordo solo un grido... e mi hai lasciato,
t�avrei aspettato per l�eternità.
Prima di te né baci né tormento,
e prima ancora neanche una parola
ti aspetterò perché ti so nel vento
ti attende la mia gioia anche se sola
CHI
ASCOLTA LA MIA VOCE ?
O mano mia veemente,
accarezzami la mente.
O fulmine o boato ,
colpisci il mio peccato.
O vento biricchino,
solleva il mio destino,
Che il sale ormai straniero,
non nutra il mio pensiero.
Nel suolo e nel mio viso,
rinascono le viole.
In fondo al mio sorriso,
c'e un attimo di sole.
In tutta la mia storia,
ho visto una giornata,
risplendere di gloria,
sorridere accasciata.
Tra il pianto e la pazienza,
c'e un seme di illusione,
c'e un atto di presenza
e un grido di passione.
In fondo al mio gridare
"non essere marrano",
ti ho visto ritornare
a prendermi la mano.
O dolce mio signore
puoi rendermi il mio amore,
O piccole fatine
sondate le mie stime
O grande Dio del pianto
proteggimi d'accanto:
ancora un sentimento,
e fuggirò nel vento.
L'ALTRA
CHI E'
Era una sera limpida e pacata
Dipinta a mano di fiori e fantasia
Un giorno appena l'aveva anticipata
Un giorno bello per stare in compagnia.
Era l'estate che nasceva intorno
Lampi di luce scendevano dal cielo
Abbandonata dal luccicar del giorno
Assaporavo il gocciolio del gelo.
Attorcigliati in tenera follia
Finivano gli amori addormentati:
Appiccicati tra anima e poesia ,
Soltanto il tempo li avrebbe separati
Diceva fra i pensieri la mia mente:
io anelo la tua voce e il tuo sorriso
L'altro per me non conta niente
Non lascia tracce scavate sul mio viso
Ma l'altra vita che invece t'ha sfiorato
Ha sparso i fiori lasciati sul sentiero
Ha reso il cielo più cupo e più velato
Ed è sbocciata nel solito pensiero
Ma è senza nome, è inutile follia,
Non farti prendere dal vento d'avventura
Non puoi distruggere la vita ch'era mia
Non puoi costringermi a viver di paura
Il nome tuo è sempre nel mio dire,
Anche se un giorno ho scherzato con la gente.
Io t' amo e basta, perché non vuoi capire
Che sono persa nel pianto amaramente.
Un avventura, passata come un fuoco
Come si è accesa così si è spenta in breve
Ma il mio respiro rimane nel tuo gioco
Tutta la vita è un sospiro che si deve.
Dammi la mano e diciamoci l'amore
Per ricordare i tempi assai felici,
solo noi insieme e senza il nostro errore
per non passare la vita come amici.
Amici solo
amici, abbiamo detto ieri
solo persone che si voglion bene,
non siamo né rivali né stranieri
ma neanche gente che si sente "assieme"
Perché il tuo sguardo non abbandona il mio,
e perché il gergo è sempre più assonnato ?
Un lieve tocco e un semplice fruscio
ed oggi sei il mio dolce fidanzato.
Amore solo amore ci trattiene,
e l'amicizia è andata un po' più in là
oggi io vedo come stiamo bene
uniti per la vita e per l'eternità.
Un giorno forse noi ritorneremo amici
o forse l'odio ci separerà:
ma non importa perché se tu lo dici
ogni pensiero dolce finirà.
La
strada
La strada che
da te m’ha separata
È lunga e torta e nessuno l’ha spianata:
Ricordo che è iniziato in una sera :
sul bivio c’era scritto “vai di qua”
ma i fiori e l’aria a primavera
chiamavano il mio corpo per di là.
Ricordo che correvo
disperata,
le luci intorno non mi risvegliavano,
volevo rimanere innamorata,
e il senno e la ragione non mi consolavano.
A un tratto in una scritta lì impiantata,
ho letto : non sei più desiderata,
e il vento col suo fare da pirata
m’ ha preso stretta e via m’ ha trascinata.
Aiuto mi gridava forte il cuore:
lasciatemi sperare nella vita
e poi ci siam giurati eterno amore:
ti prego non lasciar che sia finita.
… Ma poi, abbandonata sul sentiero,
ho visto un uomo lasciato dall’ amante.
Un attimo e lui non mi era più straniero :
l’amore è rifiorito in un istante.
Un muro che si sfalda lentamente
ben presto viene su ricostruito
chissà che non resista eternamente
e non che crolli sfiorato con un dito.
CHI ASCOLTA LA MIA
VOCE?
O mano mia veemente,
carezzami la
mente.
O fulmine , o boato ,
colpisci il mio peccato.
O vento biricchino,
solleva il mio destino,
Che il sale ormai straniero,
non nutra il mio pensiero.
Nel suolo e nel mio viso,
rinascono le viole.
In fondo al mio sorriso,
c’e un attimo di sole.
In tutta la mia storia,
ho visto una giornata,
risplendere di gloria,
sorridere accasciata.
Tra il pianto e la pazienza,
c’e un seme di illusione,
c’e un atto di presenza
e un grido di passione.
In fondo al mio gridare
“ non essere marrano”,
ti ho visto ritornare
a prendermi la mano.
O dolce mio signore
puoi rendermi il mio amore,
O piccole fatine
sondate le mie stime
O grande Dio del pianto
proteggimi d’accanto:
ancora un sentimento,
e fuggirò nel vento.
AD AL (come nasce un amore)
Tu hai scelto una strada che porta al respiro,
io sono fermata nel tempo da molti misteri :
gli stessi pensieri che ti hanno curato
distruggono adesso il mio io.
Nel sole e nel pianto
esistono poche parole
che aiutano a sciogliere il canto.
Vorrei non potere mai dire vorrei ...
eppure son qui che ti ascolto,
cambiando il mio pavido viso
in un tenero volto
cosparso di riso.
Sostanza, materia, paura,
amore, pensiero e tortura,
in un unico istante che dura una vita
e si spegne in un tenero sguardo di donna smarrita.
Non farmi fuggire lontano:
io servo il tuo corpo e tu servi al mio corpo
in un abile unione concreta
che fa di dolore e piacere un’unica meta.
Hai poche catene che puoi conservar di nascosto :
ma un unico anello al mio piede potrebbe bastare
a non farmi smarrire il mio posto.
Io ho tristi ricordi lontani e presenti,
qualcuno che cerca di farli appassire,
un vento che spinge i miei stenti
e un utile tempo per farmi guarire.
Ma il lungo cammino che ancora ho davanti
mi han detto di farlo con semplici voli
non voglio coprirlo di strida e di pianti
e di un uomo ogni tanto che il mal mi consoli.
(come
si consuma un amore)
Penetrante ed, in fondo, anche
consumante
trasforma le mie pareti in briciole senza soglia
nei vicoli senza nome e senza piante
nulla traspare della deleteria voglia
Tutto mi tace attorno e tutto grida
un misto di risate e di motori,
tutto è confuso da silenti strida
e dal ricordo dei miei primi albori :
nei seni abbandonati al tuo tormento
è inciso il segno della mia tortura
presto verrà assaporato al vento
e fine avran la mia e la tua paura.
Presto si spera, e intanto si consuma
l’umile schianto che creasti un giorno
neanche lassù, vicino a Montezuma,
sanno di noi e del nostro ritorno.
E un giorno che non ci è lontano
gli echi dei cari e dei sudati ardori
nel ventre tuo e nel segreto arcano
ci ridaranno i nostri antichi amori.
Ora intrisi, abbandonati e seri
vestiamo i tempi che ci hanno regalato
nemmeno un segno dei nostri desideri
neanche un ricordo di ciò che abbiamo amato.
Piccole corde fatte di saggezza
hanno legato il tuo destino al mio
c’è un fuoco che le unisce e un sale che le spezza
la luce intorno…. e il buio dell’oblio :
brevi momenti rimasti per pensare
quando eravamo un’unica persona
nei lunghi giorni futuri a ricordare
come si lascia e come si perdona.
T’ho chiesto tanto e senza dir parola
e l’unica risposta che si assona
è addio mio vento ed ora sono sola :
lasciatemi fiorire in calda e verde zona
nel turbine nascosta, ove non parlo,
senza sentori e senza melodia
che esprima un desiderio antico di abbracciarlo
dove la mia canzone non sarà più mia.
(come muore un amore)
Ecco si avvicina a ponente
misterioso nel suo alto guardarmi
si confonde a un odore insistente
del suo corpo che non può più bearmi ;
si avvicina col pensiero scabroso
torturato e guarito negli anni :
lui non parla e nel tempo a ritroso
sa cercar chi lenì i suoi malanni.
Non lo vedo... e pensar che di lui io conosco,
ogni piaga, ogni pelo, ogni piccolo asserto,
tra me, la sua spiaggia e il mio frigido bosco,
vè la stessa distanza che tra un fiume e un deserto.
Si avvicina, mentre paco i miei ardori
ma non riesco a vedere il suo volto
io non sento i suoi freddi rumori
non intendo il suo vento che ascolto.
Ho cercato guardando lontano
che il suo stampo apparisse improvviso
ho scrutato tra il monte e tra il piano
e ho riempito di pena il mio viso
.. ma un giorno confusa da un sentore di addio
ho provato a cercarlo con l'idea di chi sbaglia
come stessi aspettando il ritorno di un Dio
impietrita e frustrata per un sole che abbaglia
?quel giorno ero molto vicina al suo intento
quel giorno sudato io ho disfatto il mistero
neanche un filo di luce, sospinto dal vento,
mi strappava oramai da ciò ch'era vero.
Solchi, strazi, passioni e poeti
non bastavano a farmi tornare:
non avrei mai raggiunto le sue storte pareti
non avrei mai vagato nel suo gelido mare
... inversione di rotta si ritorna ad oriente
tutti in plancia la nave si avvia,
incontrarlo per caso? No, non credo più a niente
ciò che resta di lui è soltanto follia
solo stralci di rotte sbagliate e sviate
che una zattera sola non può certo seguire,
luci accese ai confini di
zone minate
e ritorni arrangiati senza farsi sentire :
io riposo felice a levante,
con radici impastate di terra orientale,
la certezza è un assioma importante
che coltiva il mio bene e divelge il mio male.
Non posso toccare chiunque mi chieda una data:
più mi attracca, più lontano poi deve salpare
e purtroppo la nostra distanza è già stata fissata
mentre l'onde consumano il tempo e mantengono il mare .
Uomini senza pelle, addormentati dal sole marino, ricoprono di rena i castelli di sabbia che non ho potuto fare.
Libri incartati, a forma di cibo, si fanno quasi nocivi, prima di esserti di nutrimento.
Aspetti ancora, sul tuo confine, per far passare del tempo che ora ritieni non ti serva.
Altre persone accanto sanno cosa attraversare.
I limiti che le colorano non danno limite a cosa volere.
Anche se con forza le spine strappate dai muri hanno spento il rumore che ti teneva sveglio Ora giaci tra gli uomini senza pelle aspettando chi vesta il tuo corpo per nasconderlo da un sole troppo violento che non ti dà pace.
Verrà anche la pioggia e con essa
il rimpianto di un’estate mai lontana.
Ho sfasciato tutti i muri che portavano
ombra al tuo dormire, ma nei cantieri malati c’è sempre qualcuno che alza e rinnalza le tue pareti.
Ho provato a coprirli di sabbia sotto un vento ormai abile a riscoprire le loro cime.
Secchielli con calce e con pale erano lì, pronti ad ogni passo per rimediare ai nostri disastri.
Scappare dietro ai monti sembrava ormai l’unica speranza di lasciarti vivo e di lasciare saldo il muro che ti ha difeso.
Lunghe pareti, vigili salite, e poi discese e poi salite e poi discese fino a scoprire il segno che non lasci segni.
E tutto senza un motivo che dia importanza alla fatalità delle cose.
Sfascerò tutti i muri che portano ombra al mio dormire.
Cartone e granelli avanzati cadono e si disperdono volentieri al primo volere del vento.
Biondi capelli sulla nera pelle daranno posto ad un solo carbone.
Nelle ore cocenti il desiderio di spegnermi verrà consumato molto lentamente. E tu che vivi puoi anche sfaldare i tuoi muri sgretolati, lasciando di guardia un uomo che sappia fischiare.
Quando verrà il mio treno potrai fermarlo ancor prima che arrivi, senza schianti e senza ritorni : un fischio potente per un binario senza binari per una fuga alla quale non si può rinunciare.
Ho visto nascere amori su improvvisi
desideri,
o capricci di ragazzina,
amori nati per caso e amori pensati
su ritorni incostanti di lontane passioni,
quasi per far dispetto alla vita.
Ma tu hai visto come muore un amore,
per sentimenti ai quali non puoi rinunciare,
un amore grande per una vita già impegnata,
che non dà spazio alla tua presenza
un amore per qualcosa di più grande ancora,
che dà spazio solo alla presenza di Dio
un amore vissuto,
ma tradito dal fatto che vive del suo stesso amore,
un amore per un anima che sta per morire,
un amore per chi parte lontano, e non ritorna più :
all’improvviso nasce e all’improvviso muore,
non lascia pace ma solo tormento in una vita vissuta male.
Se non avessi occhi potrei non vedere,
se non avessi orecchie potrei non sentire,
e invece guardo ed ascolto
ogni sensazione d’amore che mi nasce in seno
Un paio di labbra sudate,
quest’oggi si sono toccate.
Le mani cadute sui fianchi,
lo sguardo socchiuso sui corpi già stanchi.
La voce fermata su poche parole
i venti dei nostri cammini
portati vicini dall’ultimo sole.
Parole riunite in dolci pensieri
ci svelano cose già udite nel tempo di ieri…
Seduti sui lunghi sentieri
riposano i nostri destini,
sfiatati da erte salite e da ripidi clini.
Momenti di attesa e di luce
e giorni di pace.
La vita serena mi appare:
un sogno che giace
fermato nel nitido mare.
Immagini e colori dispersi sopra il mare
Vorrei accarezzarti le mani
e con le mani toccarti capelli,
vestire i tuoi occhi sì belli
di sguardi e sospiri lontani….
Trovarti di notte e abbracciarti,
cercare di te e poi fermarti,
poterti donare il mio viso
e rubarti contenta un sorriso.
Vorrei aspettarti la sera nascosta
nell’erba, sudata,
carpirti i segreti che ancora non
hai,
scoprire che forse verrai
e aspettare la notte nell’ansia
passata;
capire il perché non basta a
fuggire,
nel prato, tra l’erba e l’aurora,
riposa la piccola debole spora
che ieri voleva morire.
Vorrei rimanere da te,
levarmi gli occhiali e posarli sul
prato,
aprire il tuo guscio incastrato
e farti nutrire di me.
Ma senza parole e in pochi momenti
qualcuno mi chiama lontano
raccolgo a tastoni sul suolo le
lenti
e chiudo il mio guscio pian piano.
Tu resti un istante confuso
poi apri la porta che avevi sbarrato
mi spingi nell’atrio, poi fuori,
scocciato,
ma non sembri deluso.
Il nostro pensiero rimane immutato,
sei sempre il mio uomo, l’amore che
ha vinto
ed io … il timore che spesso hai
respinto..
ma mai che hai scordato.
Ed armonia di suoni che copre il mio dolore
E mille altre luci frammiste al mio gridare
In tanti antichi giochi di misero sudore.
Immagini già usate in deboli canzoni,
Sentieri attorcigliati che non ti fan passare
Son gli ultimi voleri di queste sensazioni
Domani più non sono tra queste vite amare.
Immagine e speranza rinasce dal mio io
Un attimo di assenza e un debole sentore
Un ultimo saluto a tutto ciò che è mio
Così finisce un giorno, così nasce l’amore.
Scende una lacrima sul tuo dolce viso,
guardo i tuoi occhi dispersi nel vuoto
vedo passare un ricordo remoto
sento le voci del pianto e del riso.
Non è pazienza l’amore di un uomo,
non è costanza il suo mormorio
non è un saluto il suo cenno d’addio
non è vergogna cambiare il suo duomo
Sepolto da un freno di luci e tormento
L’amore si frange intorno ai dolori
Né pace né vento, ma solo sentori :
Rumori pacati e nemmeno un lamento
Non vedo più baci , carezze non sento
Nessuno che gridi una dolce parola
Non è finzione restare da sola,
Non è paura un triste commento.
L’amore non è nemmeno un’aurora
Di un mese di luce sfruttato nel fuoco.
Né un bimbo lasciato che chiede il suo gioco
Né un dolce lambirti che il volto ti sfiora .
Non è un messaggero di pace sperata
Nemmeno un amico distrutto dal male
Non è un pensiero fornito di sale
Nemmeno una sola parola pensata.
Allora cos’è questo strano signore
Che sempre ci guarda dai punti più arditi?
Chi é questo gioco di tempi finiti,
Che lascia la luce di notte e nel cuore?
Nessuno può dire chi sia il sentimento
Che ogni mattina ci lascia intontiti,
Se mentre ci alziamo noi siamo straniti…….
La colpa sicuro è del vento.
Ci porta i ricordi più dolci e più amari
I pensieri di un’ora ci lascia sfruttare
Non è mare mosso ma neanche sperare
Di un cenno di aiuto agli amici più cari .
Sai dirmi lasciato dai tuoi desideri,
Se riesci a capire l’amor cosa sia?
Se senza dolore e senza follia
Ti restano ancora dei dolci pensieri?
Se trovi nel tempo una sola impressione
Di piccoli abbracci al tuo verde cuore
Io dico : sei bravo, hai trovato l’amore,
non farlo fuggire in ogni canzone.
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