Commenti alle opere
divinafollia 2007

 
 
 

 

 

 

 

Edoardo Cossu

Biologo folle

 

 

 

 

 

 

 

5

 

La triste sorte del Re

 Tra il fiume di folla avanzo
stremato e con lo sguardo
basso seguo le orme del mio
triste destino.

Così perso e per niente confuso,
so di essere innocente.

Così usato e mai infedele, ho amato
la mia povera gente.

Legato a giudizio, si spegne così
il mio sogno di patria.

Trascinato via dal cuore umano,
vado in contro alla paura.

Lo sguardo grifagno della gente
è lo specchio di un grande abbaglio.

Non c?è miracolo che attende, il
mio destino è stato già segnato,
la fine del mio regime è dietro
l?angolo.

Lo respiro nell'aria e lo guardo
nel cielo, è giunta la triste
sorte del Re.

Tante parole sono state dette e
tante altre sono morte soffocate,
tra queste, rimangono sepolte le
parole di un innocente.

Il patibolo è la che attende, la
folla è la che preme.

Così perso e per niente confuso,
so di essere innocente.

La lamina sottile rimanda a me
un po' di luce, il coraggio
dell'innocenza è la mia unica forza.

C?è un silenzio tutto attorno, ho
così il cuore in gola.

Sento il mondo attorno a me collassare,
e dentro di me l?ombra oscura
del nulla avanzare.

La libertà che tanto si dice è il
pugnale del mio ultimo passo
al mio ultimo capitolo.

Così annego tra il tonfo dei tamburi
e tra forconi e spade c?è chi inneggia
il tricolore.

Lo respiro nell'aria e lo guardo
nel cielo, è giunta la triste sorte
del Re.

Lascio un sorriso di sfida vagare tra
la piazza, sperando che una nuova luce
apra loro gli occhi.

Così perso e per niente confuso, so,
che andrò via innocente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4

 

 

Candida Venere


Oh Venere! candida e diletta essenza di me,
i tuoi lisci capelli come tulle di seta mostrano
la natura nella sua più intima esistenza che il solo
sguardo mi fa sembrare del tutto insolito e afasico,
a tal punto che solo i miei occhi esprimono con la sola
lingua silente del pensiero quella bellezza, tanto
quanto resa grazia dal suo unico nome che fa eco
alla sola voce, amore.

I tuoi occhi come specchi d'acqua riflettono i miei
desideri che come stelle nel cielo incantano
chiunque li osservi, ed io da semplice
viandante scruto e ammiro tale bellezza
che tramuta il mio corpo in pietra, e solo
il tuo diletto bacio potrà spezzare codesto
incantesimo che tanto mi impedisce di agire,
e tanto meno di echeggiare nelle tue orecchie,
la sola parola: amore.

Il tuo dolce sorriso è per me la mia speranza,
la sola ed unica forza di ogni giorno,
quella mezza luna mi riempie di gioia anche
nei momenti più tristi; mi basta scorgere
la tua felicità per far si, che
anche una parte di me possa essere
radiosa e faccia nascere nel mio cuore
una luna tanto piena e ricca d'amore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3

 

 

Vento di Speranza


Percorro continuamente sentieri deserti,
strettoie aride e spoglie per cui
la sofferenza sembra essere
l'unica parola del luogo e
malgrado il sole splenda alto su
nel cielo, questo desolato spazio,
dove il tempo pare essersi fermato,
sembra non conosca riverbero.

Mi guardo attorno e altro non vedo
che un villaggio ormai defunto e
la gente del luogo, nata e morta
nel buio, smette di pregare e si
rassegna davanti all'evidenza che
il mondo ha smesso di girare.

Milioni di bambini versano lacrime e riempiono
le poche pozze che restano, c'è chi soffre
la fame, la sete o peggio c'è chi scava
nella sabbia rovente per dare dimora a quei
tanti ormai divenuti polvere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2

 

 

Oltre ciò che vedi


Siedo dinanzi ad una finestra,
con la testa china penso e soffro dal dolore
che risiede dentro di me, ad un certo punto
alzo il capo ed i miei occhi scrutano quel infinita
distesa, la tenue luce gli accarezza, il canto
degli uccelli lambisce le mie orecchie e un
dolce sorriso scorge nel mio viso e a quel sorriso
mi rendo conto che oltre il dolore c'è qualche
altra cosa che vale la pena darle attenzione: la
grazia del mondo e la rarità della vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1

 

 

Gocce di dolore

Gocce di dolore cadono in questa triste e piovosa
giornata di marzo, un profumo di umidità
bagna il mio animo e un alito di vento asciuga
le mie amare lacrime.

Guardo al di là della finestra, la pioggia continua a battere,
il suo rumore incessante accresce la mia angoscia
ed il dolore fin troppo vivo lievita come
le nere nubi che offuscano
il cielo.

Attorno a me tutto si fa più cupo, in fondo alla sala
un flusso di pianti si espande nel vuoto e
si altera in un canto di
sconforto.

Tutto sembra essere finito, nessun altra cosa sembra
non avere più senso, la sala si riempie, il canto
si accresce e la pioggia non sembra voler
smettere, l'aria chiusa si raffredda, la
luce nella sala si attenua ed il tempo che
passa sembra essersi fermato; quella triste
domenica, tutti noi abbiamo perduto qualcosa,
l'affetto e la gioia di un
nostro caro.

Gocce di dolore continuano a cadere come la
pioggia battente di là fuori ma un qualcosa
in noi sembra non essere caduta, l'idea di averla
persa per sempre.

Perdere qualcuno e come lasciarsi indietro una parte di noi, e poiché la
vita ha una sola strada, brucia il fatto di non potersi fermare
e riportala con se nel proprio cammino?



 

 

 



 

 

 

 


 

 

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