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Ugualmente regina
tu hai un
sogno
per ogni estate
un figlio per ogni
pianto
un sospetto d’amore
per ogni capello
Alda
Merini da “Inno alla donna”
Solo una veste lacera e una corona
di verbena e maggiorana,
ma sono ugualmente regina del paese
delle galline bianche: un regno piccolo
e indifeso come un uomo innamorato.
Ogni mio capello un figlio, un pensiero
e un dolore – a giorni alterni
per non morire adesso.
Ogni goccia di pioggia
un gesto a scacciare la sfortuna
o una mosca – fa lo stesso.
Per alcuni sono strega, capelli
di ragnatela e unghie rosicchiate
dai topi. Per altri sono fata,
labbra scolpite dal mare
e ciglia mosse dal vento.
Ma possiedo solo una veste lacera
e una corona di verbena e maggiorana,
piedi nudi e sporchi a inseguire
le creature buone del bosco,
e un corpo dai confini imprecisi.
Splendido questo mondo
che mormora e ha la voce
dell’acqua, gli occhi di cielo
e le mani odorose di terra.
di aggiungere alla fine:
* poesia
selezionata al concorso
"Il corpo e il
mondo" 2007
indetto
dall'Università Cà Foscari di Venezia*
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Di mia carne e sua
Ti necessito carne, di mia carne
e sua, ché io non basto a darti
forma e consistenza. Sono poco
e male per farti grande, troppo
zuccherina e densa di paura,
ape regina di pochi soldati.
Sono un pozzo questi mesi
umidi, che la nebbia avvolge
di placenta - pozzo di marmellata
dentro un vaso troppo stretto.
Aspetto, non posso che aspettare.
Un giorno mi sarai piccole mani
e piedi sul petto. Ed io – forse –
sangue e latte buoni a scacciarti
via la fame e l’oscurità.
*
poesia segnalata
alla VII edizione
del Premio di
Poesia e Narrativa
“Vigonza” (PD)
*
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