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Rita Grasso
Impiegata nel settore dell'istruzione scolastico in campo amministrativo scrive dall'età precoce di undici anni, non ha mai smesso, nel 2004 ha pubblicato una raccolta di poesie in un libro presentato alla Sala Bassani di Ferrara dal Titolo "Fiori in Serra", nel frattempo ha partecipato a molti bandi di concorso, dove ha avuto vari riconoscimenti in targhe , diplomi, coppe, inserimenti in varie antologie con distribuzione sul territorio nazionale, si sta accingendo ora a presentare un'altra raccolta di poesie Edizioni Helicon che probabilmente verrà presentato dal critico Prof. Tommasii che cura concorso letterario del "Casentino" a cui ogni anno l'autrice delle poesie partecipa alla premiazione nell'Abbazia di San Fedele a Poppi (AR). Il 29 Maggio del 2008 presentato il libro di poesie intitolato "Il volto e l'anima" dalla Presidente Gianna Vancini al Centro Artistico Ferrarese, dove sarò nella lista dei premiati con una poesia il 22/11/2008 alla convention all'Hotel Astra, il libro poi è stato presentato a Giugno 2008 nell'Abbazia di San Fedele Poppi di Arezzo dal Prof Tommasi, e da una giuria con componenti di alto prestigio. La mia passione continua e nonostante stia studiando x altro non smetto di trasmettere sulla carta i miei pensieri più profondi."
SPECCHIO
Mi alzo al mattino
vedo riflessa nello specchio
un immagine che non conosco
o meglio non vorrei vedere.
Troppo veloce scorre il tempo
per pensare che la bellezza è nascosta
e fuori ci sono solo i segni del tempo
o del prossimo anno che si avvicina.
Veloce è la luce
ma ancor più veloce il pensiero
di quest’istante fermo nello scatto
della vita che ti prende
e nel destino che ti segna.
La bellezza rimane negli occhi dell’altro
nel mio rimarrà sempre uguale nel tempo
un quadro, una fotografia, un’allegoria.

LONTANO
La vita è un’enigma!
Ma dove i ruoli interscambiabili
sono indiscutibili
anche tu provi le stesse sensazioni
Non pensare che niente sei
se non quello
che tutto è per gli altri.
La condizione del tempo è uguale
per ognuno di noi.
Il figlio non pensa a quante volte
come il padre lontano in attesa
quanto volte ancora pensa…?!
Ma il padre che poi si sente mancare
solo un dispiacere lo pervade
Ma non è lui che perde
e il figlio che non si arricchisce,
e un domani nel rimpianto
sognerà di tornare indietro
ma ancora una volta
rifuggirà il tempo
quanto il padre l’ha pesato oro
quanto il padre nelle notti insonni
e nei giorni vuoti
si è rifugiato
nel tempo della speranza…
illudendosi
che il figlio potesse sentire
il suo richiamo!
TOMMY
Piccolo Tommy, ricciolo biondo
piccolo bimbo
dagli occhi vivaci e azzurri,
azzurri come il cielo e dolci come il mare
Ti strapparono dal tuo seggiolone e per tanto tempo
non si sa dove ti portarono
Tutti fiduciosi nel rivedere quel tuo musino
ma loro fuggirono
con un pacco senza valore non guardandosi mai
nel cuore
Eri un angelo eri un’amore
I tuoi capelli dorati e freschi
incorniciavano il tuo visetto vispo
e il tuo vivace sorriso con quei dentini piccoli appuntiti
sembravano sfidare chi ti guardava e sembrava dicessi
guardatemi come son bello
nessuno mi potrà far del male
e nel frattempo dire agli angeli che i bimbi
come te non si sfiorano
nemmeno con un dito.
Ma attonita un giorno rimango a sentire
è impossibile accettare
che si calpesti una dolcezza pura
come eri tu!
CORRI……..
Piuttosto
che star a braccia conserte
nell’attesa
è meglio correre,
quando
le riflessioni hanno raggiunto
il massimo della tua capacità
e niente ormai
da svèlare ancor
corri… corri…
continua a dàr te stesso ancòr
la vita pur breve
nel lampo d’ogni or
fà
riflettere ancòr….
Corri..corri…
Se ti arrendi
muori pian pian
ad ogni òr
MAGGIO IN
VAL PASSIRIA
Il mio cuore è
rimasto in Val
Passiria
tra alte vette dolomitiche ancora innevate
e su quei dolci pendii di verde sfumati
per arrivare ai colori della primavera
e agli alberi dei frutti ancora in fiore.

Dalla terrazza di notte si dominava
lo splendore della valle
silenziosa, protettiva, dolce
con le sue curve segnate da lumicini
che a volte vibravano tra la vegetazione,
illuminati persino i masi più alti
e poi ai suoi piedi la città di Merano
non si confondeva ma si stendeva vivace,
fino ad arrivare con eleganza al Passo Giovo.
Abbassando lo sguardo
e voltando il capo
più vicino il Mausoleo dove sul portale
era raffigurato l'angelo della pace
sulla salita dominava il castello
di Giovanni d'Austria
a segnare un'epoca passata,
ma i ricordi vanno al giorno prima
seduta su una panchina ad ammirar
così tanta armonia, vicino a me una bimba
con lo skitboard sfrecciava felice,
e tra gli uccellini intimoriti,
un merlo si faceva spazio
a raccogliere piccole briciole,
ogni tanto mi guardava
sembrava intuisse quanto avrei voluto
rimanere lì per sempre.
Il ruscello scendeva dall'alto
scorrendo basso tra rovi e crocifere
con allegro fruscio,
affascinata e ipnotizzata da quella magica atmosfera
non avrei mai voluto andarmene e far sera.
INTRECCIO
Quando non ci sarò
tutte queste cose
non le vedrò più
quando volerò in seno a Gesù
amare non potrò più.
Quando non ci sarò più
non potrò aiutare
chi avrà bisogno di me,
quando non ci sarò più
non potrò assaporare
le bellezze del Creato,
non potrò gioire vedendo un bambino,
né gioire vedendo giocare un gattino.
Quando non ci sarò più
volerò nel cuore di qualcuno
che rimarrà quaggiù
e attraverso i suoi occhi:
amerò, canterò, gioirò
e attraverso la vita vivrò
attraverso i colori sentirò
ma per sempre non soffrirò.
MAGNOLIA
Quell’albero in fiore
è una magnolia bicolore
un albero meraviglioso
sbocciato in ogni prato
in ogni angolo di giardino,
spunta, si erge imponente,
rifiorisce ogni anno possente,
orgoglioso dei suoi grandi boccioli,
aperti alla vita vigorosi come d’incanto,
per far gioire gli occhi e i cuori assonnati.
Il lungo tronco marrone risalta ancor più,
sostiene come la mano di una dolce sposa
un bouquet primaverile odor di rosa.
I fiori tutti uguali, ma tanti tutti insieme,
non passano a nessuno inosservati.
Albero maestoso, spazioso, con la sua altezza
attira l’occhio di ognuno ritagliando
uno spicchio dell’azzurro cielo.
Magnolia sei bella, intoccabile, elegante
incuti quasi timore,
le tue braccia mi avvolgono
come un profumo lontano
da rimaner senza fiato,
ogni volta che ti guardo,
sento scorrere la vita.
CIMICE
Al presente per confermar di non essere
del tutto perdente
ogni tassello si è incastrato
nonostante il macello,
ogni cosa alla luce né è conferma e riprova.
Netto distacco da un passato
che se non proprio dimenticato
non ha lasciato
annegando
in fondo al pozzo
una comune cimice da bucato.
Una vita costruita
se non fosse per l’uomo
un’angosciante salita
a determinar l’error di partita
si vivrebbe alla giornata
nel miglior consentito
senza programmi ,senza limiti
senza barriere e paletti
vivendo per la tua formazione
alla ricerca della perfezione.
“Uomo” non coinvolgere nessuno
finché non ti sentirai qualcuno.
EMOZIONI
La forza emotiva della parola,
lo sguardo, la sensibilità
sono forze della natura
ognuno vorrebbe fermare il tempo
e non sentire il disagio di vivere
un limite segnato dal destino della morte.
La fantasia, l’arte,
l’espressione del senso della vita
una traccia permane
a rendere vera questa realtà!
I TUOI OCCHI
I tuoi occhi mi cercano
i tuoi occhi mi sorridono
i tuoi occhi mi seguono,
un profondo puntino nero
brilla tra quegli occhi chiari
mi disegna e non mi abbandona.
I capelli brizzolati
con fascino sistemati
incorniciano quel viso dolce
dove baffi ogni tanto arricciati
sembrano quelli di un gatto
che annusa la preda.
Non perdiamo tempo
i nostri occhi si cercano
le nostre mani si intrecciano
i nostri corpi si intendono
e si perdono ondeggiando
in un mare senza fiato.
DESTINO
Nessuno vive aspettando la morte
ma lei viveva con la morte viva dentro.
Da quando lui improvvisamente
un giorno la lasciò giovane
con tre meravigliosi batuffoli.
La sua famiglia per sempre divisa
si è ritrovata accanto alla sua banchisa.
Anni di sofferenza in quel letto
diventato giaciglio di grande rispetto.
Egoismo volerla vedere sempre lì
per poterle parlare
quasi a riscattare un destino maledetto
quella morte improvvisa di tanti secoli prima.
Ma ormai stanca, rassegnata
sentiva di aver avuto il massimo
dalla vita: la sua famiglia vicina.
Preghiere e devozione, santi e ricordi
son rimasti nella casa di adozione
ma ora la sua dimora è vicino allo sposo
tanto amato e mai dimenticato.
Riposate in pace per l’eternità!
La preghiera ora rivolgeremo
al Signore affinché un giorno
possa riunire tutti nell’aldilà.
Il camion è passato
Piccolo borgo antico
Vecchiaia cosa vuoi?
L'albero ha nel fiore
Al di là
del tramonto
nell'infinità dell'orizzonte
spunta la luna
con la sua carica sensuale
con la sua protezione spaziale.
I ricordi scorrono
si fanno più intensi
scorre la vita
scopri la certezza di esistere!
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