Commenti alle opere
divinafollia 2007

 
 
 

 

 

 

 

 

 

Rita Grasso 

Impiegata nel settore dell'istruzione scolastico in campo amministrativo scrive dall'età precoce di undici anni, non ha mai smesso, nel 2004 ha pubblicato una raccolta di poesie in un libro presentato alla Sala Bassani di Ferrara dal Titolo "Fiori in Serra", nel frattempo ha partecipato a molti bandi di concorso, dove ha avuto vari riconoscimenti in targhe , diplomi, coppe, inserimenti in varie antologie con distribuzione sul territorio nazionale, si sta accingendo ora a presentare un'altra raccolta di poesie Edizioni Helicon che probabilmente verrà presentato dal critico Prof. Tommasii che cura concorso letterario del "Casentino" a cui ogni anno l'autrice delle poesie partecipa alla premiazione nell'Abbazia di San Fedele a Poppi (AR). Il 29 Maggio del 2008 presentato il libro di poesie intitolato "Il volto e l'anima" dalla Presidente Gianna Vancini al Centro Artistico Ferrarese, dove sarò nella lista dei premiati con una poesia il 22/11/2008 alla convention all'Hotel Astra, il libro poi è stato presentato a Giugno 2008 nell'Abbazia di San Fedele Poppi di Arezzo dal Prof Tommasi, e da una giuria con componenti di alto prestigio. La mia passione continua e nonostante stia studiando x altro non smetto di trasmettere sulla carta i miei pensieri più profondi."

 

 

 

 

4


SPECCHIO


Mi alzo al mattino
vedo riflessa nello specchio
un immagine che non conosco
o meglio non vorrei vedere.
Troppo veloce scorre il tempo
per pensare che la bellezza è nascosta
e fuori ci sono solo i segni del tempo
o del prossimo anno che si avvicina.
Veloce è la luce
ma ancor più veloce il pensiero
di quest’istante fermo nello scatto
della vita che ti prende
e nel destino che ti segna.
La bellezza rimane negli occhi dell’altro
nel mio rimarrà sempre uguale nel tempo
un quadro, una fotografia, un’allegoria.

 

 

 


3

 


LONTANO


La vita è un’enigma!
Ma dove i ruoli interscambiabili
sono indiscutibili
anche tu provi le stesse sensazioni
Non pensare che niente sei
se non quello
che tutto è per gli altri.
La condizione del tempo è uguale
per ognuno di noi.
Il figlio non pensa a quante volte
come il padre lontano in attesa
quanto volte ancora pensa…?!
Ma il padre che poi si sente mancare
solo un dispiacere lo pervade
Ma non è lui che perde
e il figlio che non si arricchisce,
e un domani nel rimpianto
sognerà di tornare indietro
ma ancora una volta
rifuggirà il tempo
quanto il padre l’ha pesato oro
quanto il padre nelle notti insonni
e nei giorni vuoti
si è rifugiato
nel tempo della speranza…
illudendosi
che il figlio potesse sentire
il suo richiamo!
 

 

 

 

 



2



TOMMY


Piccolo Tommy, ricciolo biondo
piccolo bimbo
dagli occhi vivaci e azzurri,
azzurri come il cielo e dolci come il mare
Ti strapparono dal tuo seggiolone e per tanto tempo
non si sa dove ti portarono
Tutti fiduciosi nel rivedere quel tuo musino
ma loro fuggirono
con un pacco senza valore non guardandosi mai
nel cuore
Eri un angelo eri un’amore
I tuoi capelli dorati e freschi
incorniciavano il tuo visetto vispo
e il tuo vivace sorriso con quei dentini piccoli appuntiti
sembravano sfidare chi ti guardava e sembrava dicessi
guardatemi come son bello
nessuno mi potrà far del male
e nel frattempo dire agli angeli che i bimbi
come te non si sfiorano
nemmeno con un dito.
Ma attonita un giorno rimango a sentire
è impossibile accettare
che si calpesti una dolcezza pura
come eri tu!
 

 

 

 


1


CORRI……..


Piuttosto
che star a braccia conserte
nell’attesa
è meglio correre,
quando
le riflessioni hanno raggiunto
il massimo della tua capacità
e niente ormai
da svèlare ancor
corri… corri…
continua a dàr te stesso ancòr
la vita pur breve
nel lampo d’ogni or

riflettere ancòr….
Corri..corri…

Se ti arrendi
muori pian pian
ad ogni òr
 

 

 

 

 

MAGGIO IN VAL PASSIRIA

Il mio cuore è rimasto in Val Passiria
tra alte vette dolomitiche ancora innevate
e su quei dolci pendii di verde sfumati
per arrivare ai colori della primavera
e agli alberi dei frutti ancora in fiore.



Dalla terrazza di notte si dominava
lo splendore della valle
silenziosa, protettiva, dolce
con le sue curve segnate da lumicini
che a volte vibravano tra la vegetazione,
illuminati persino i masi più alti
e poi ai suoi piedi la città di Merano
non si confondeva ma si stendeva vivace,
fino ad arrivare con eleganza al Passo Giovo.

Abbassando lo sguardo e voltando il capo
più vicino il Mausoleo dove sul portale
era raffigurato l'angelo della pace
sulla salita dominava il castello
di Giovanni d'Austria
a segnare un'epoca passata,
ma i ricordi vanno al giorno prima
seduta su una panchina ad ammirar
così tanta armonia, vicino a me una bimba
con lo skitboard sfrecciava felice,
e tra gli uccellini intimoriti,
un merlo si faceva spazio
a raccogliere piccole briciole,
ogni tanto mi guardava
sembrava intuisse quanto avrei voluto
rimanere lì per sempre.
Il ruscello scendeva dall'alto
scorrendo basso tra rovi e crocifere
con allegro fruscio,
affascinata e ipnotizzata da quella magica atmosfera
non avrei mai voluto andarmene e far sera.

 

 

 

 


INTRECCIO

Quando non ci sarò
tutte queste cose
non le vedrò più
quando volerò in seno a Gesù
amare non potrò più.

Quando non ci sarò più

non potrò aiutare
chi avrà bisogno di me,
quando non ci sarò più
non potrò assaporare
le bellezze del Creato,
non potrò gioire vedendo un bambino,
né gioire vedendo giocare un gattino.

Quando non ci sarò più
volerò nel cuore di qualcuno
che rimarrà quaggiù
e attraverso i suoi occhi:
amerò, canterò, gioirò
e attraverso la vita vivrò
attraverso i colori sentirò
ma per sempre non soffrirò.

 


MAGNOLIA

Quell’albero in fiore
è una magnolia bicolore
un albero meraviglioso
sbocciato in ogni prato
in ogni angolo di giardino,
spunta, si erge imponente,
rifiorisce ogni anno possente,
orgoglioso dei suoi grandi boccioli,
aperti alla vita vigorosi come d’incanto,
per far gioire gli occhi e i cuori assonnati.

Il lungo tronco marrone risalta ancor più,
sostiene come la mano di una dolce sposa
un bouquet primaverile odor di rosa.

I fiori tutti uguali, ma tanti tutti insieme,
non passano a nessuno inosservati.

Albero maestoso, spazioso, con la sua altezza
attira l’occhio di ognuno ritagliando
uno spicchio dell’azzurro cielo.

Magnolia sei bella, intoccabile, elegante
incuti quasi timore,
le tue braccia mi avvolgono
come un profumo lontano
da rimaner senza fiato,
ogni volta che ti guardo,
sento scorrere la vita.
 


CIMICE


Al presente per confermar di non essere
del tutto perdente
ogni tassello si è incastrato
nonostante il macello,
ogni cosa alla luce né è conferma e riprova.

Netto distacco da un passato
che se non proprio dimenticato
non ha lasciato
annegando
in fondo al pozzo
una comune cimice da bucato.

Una vita costruita
se non fosse per l’uomo
un’angosciante salita
a determinar l’error di partita
si vivrebbe alla giornata
nel miglior consentito
senza programmi ,senza limiti
senza barriere e paletti
vivendo per la tua formazione
alla ricerca della perfezione.

“Uomo” non coinvolgere nessuno
finché non ti sentirai qualcuno.

 

 


EMOZIONI

La forza emotiva della parola,
lo sguardo, la sensibilità
sono forze della natura
ognuno vorrebbe fermare il tempo
e non sentire il disagio di vivere
un limite segnato dal destino della morte.

La fantasia, l’arte,
l’espressione del senso della vita
una traccia permane
a rendere vera questa realtà!



I TUOI OCCHI

I tuoi occhi mi cercano
i tuoi occhi mi sorridono
i tuoi occhi mi seguono,
un profondo puntino nero
brilla tra quegli occhi chiari
mi disegna e non mi abbandona.

I capelli brizzolati
con fascino sistemati
incorniciano quel viso dolce
dove baffi ogni tanto arricciati
sembrano quelli di un gatto
che annusa la preda.

Non perdiamo tempo
i nostri occhi si cercano
le nostre mani si intrecciano
i nostri corpi si intendono
e si perdono ondeggiando
in un mare senza fiato.

 

 


DESTINO

Nessuno vive aspettando la morte
ma lei viveva con la morte viva dentro.
Da quando lui improvvisamente
un giorno la lasciò giovane
con tre meravigliosi batuffoli.
La sua famiglia per sempre divisa
si è ritrovata accanto alla sua banchisa.

Anni di sofferenza in quel letto
diventato giaciglio di grande rispetto.
Egoismo volerla vedere sempre lì
per poterle parlare
quasi a riscattare un destino maledetto
quella morte improvvisa di tanti secoli prima.

Ma ormai stanca, rassegnata
sentiva di aver avuto il massimo
dalla vita: la sua famiglia vicina.
Preghiere e devozione, santi e ricordi
son rimasti nella casa di adozione
ma ora la sua dimora è vicino allo sposo
tanto amato e mai dimenticato.
Riposate in pace per l’eternità!

La preghiera ora rivolgeremo
al Signore affinché un giorno
possa riunire tutti nell’aldilà.

AURONZO

Auronzo non posso dir non ti conosco
sei stato sempre dentro di me
ti ho riconosciuto in ogni angolo
tra chiesette eleganti, fontane fredde zampillanti.
Auronzo ombelico e scenario unico al mondo
cullato in un fantastico lago verde smeraldo
dove si specchiano alte vette dolomitiche.
Riunisci tutte le qualità di un mondo incantato
da sempre sognato e desiderato.
Visione da fiaba ingrandita
visione suggestiva avvolgente da farti rimaner
senza parole, annichilita.
Forti emozioni in chiunque avvicina questo paesaggio da cartolina
forti sensazioni in chiunque permangono nei ricordi.
Tutto mi affascina, tutto mi incanta
dall’intrigo profondo dei vari profumi di bosco
al gioco vivace dei tuoi intensi colori.
Un’aquila all’arrivo sovrastava e volteggiava felice,
al riparo delle alte vette annunciava felicità, libertà.
Fiori variopinti, rigogliosi,
alberi festeggianti carichi di pigne ondeggianti.

In suggestiva atmosfera, sul verde prato coricati tra alti pini
incorniciati dai riflessi del lago, dove montagne illuminate dal sole
si stagliavano nell’azzurro del cielo,
circondati da sentieri, boschi e profumi penetranti,
incuranti dei passanti, guardandosi negli occhi,
volando tra svariate fantasie.
Porterò nel cuore le tue cime appuntite
come cristalli preziosi,
ricorderò su quel lungo ponte sospeso
tra lago e bosco, tra la vita e l’amore
due persone abbracciate
che teneramente sognavano e ammiravano
la tua immensa e meravigliosa natura.
 

CONSIDERAZIONI

La maggior parte della gente
non è nessuno,
ma tutti si considerano qualcuno!
Ciò che conta è il laureato, il magistrato,
ciò che conta è il direttore o il depravato!
Ma che importa se non sei nessuno,
ti considererà pur qualcuno!
Se tu fossi di nobile casata
nessun problema ad essere considerata.
Sentirsi qualcuno o non essere nessuno
non è la stessa cosa che sentirsi nessuno.
Questo contrasto tra essere e sentirsi,
questo contrasto tra essere e apparire,
è il dramma di ogni generazione.
La differenza tra il nessuno
ed essere qualcuno è la libertà.
L’uomo, educato alla responsabilità,
spesso capisce che non è quello che
conta nella società.
Che importa se non sei nessuno!
Sarai qualcuno per te stesso,
anche se sarai nessuno per la maggioranza!
Quando pensi di essere qualcuno
scopri che in realtà o nella sostanza
non sei nessuno o viceversa.
Il tuo nome ripetuto è un suono risaputo,
il tuo stile nell’immagine fa la differenza.
Ma che importa, comunque non sei nessuno!
Un granellino in mezzo al mare,
un puntino nel cielo,
un numero fra tanti, ma forse sulla terra
un megalomane ambizioso, un ostinato
alla ricerca della propria identità.
Se alla gente non importa ciò che pensi o trasmetti,
a qualcuno potrebbe interessare!
Se sei uno strumento, un’appendice, o un conquistatore,
sei comunque solo!
Se agli occhi degli altri non sei nessuno,
ma la tua anima riconosce e la tua coscienza sente,
sei già qualcuno e non uno qualunque!
Agli occhi di Dio ognuno è qualcuno,
per arrivare lassù nessuno fa a gomitate
come quaggiù nell’illusione di falsa considerazione.
Sono una persona qualunque,
possono competere con qualcuno,
confrontarmi con tutti,
ma chi veramente è qualcuno
ogni tanto ha diritto
alla libertà di essere nessuno!

 

CAMION

Il camion è passato
danni permanenti ha provocato.
Ferma immobile, senza sapere se al di là
fosse passato,
provava la tua resistenza
ferma immobile, senza respiro
quintali del suo peso
ti bloccavano, ti piegavano,
ti distruggevano lentamente,
senza pensiero.
Ferma immobile:
sensazioni, convinzioni contrarie
al sopportare nel lenire il suo peso,
quale altra morte preferire
al di là del vero, nel suo lento proferire.
Ogni caso, ogni cosa, ogni casa
ha il suo soffrire,
ogni volta senza più rifiorire
con acciacchi maledetti
incuranti al suo peso
quasi fossero scontati
tentando pieghe,
stendendo il suo peso
diventando piaghe ad amor del vero.

Il tuo corpo giace
nel capir non si dà pace
la tua mente è viva
il tuo spirito alle stelle,
tenta una risalita, ogni tanto pensa sia finita,
illusione pensante ormai chiarita,
il camion è passato
si è sconquassato
tu alla fine l’hai rovinato.
Ma incredulo nel mancato potere
su i suoi passi è ritornato
qual buon viso, ad aperto scoprire!
Impossibile fuscello
quanta forza non hai dimenticato,
in quel baratro comunque si è lanciato.
Il collo rigido, il seno deturpato
le gambe ha fiaccato!
Nonostante tutto Dio ti ha salvato!
Il camion
ormai lontano è saltato!
Aveva in sé una bomba ad orologeria:
quando il fumo s’è levato, capito il danno scampato,
solo Dio hai pregato.

 

 

BORGO ANTICO

Piccolo borgo antico
immerso in viottoli e stradine
tra luci e colori
in viuzze dove spuntano
vette illuminate a festa dei tuoi campanili,
tra vie sfavillanti di addobbi e vetrine.
Si muovono come in un presepe
zampognari che con la loro melodia
ghermiscono dolcemente,
invadono e profumano l’aria
di bianco Natale.

Foglie copiose continuano a staccarsi
dai rami degli alberi ormai spogli
senza togliere nulla al tuo fascino.
Ora i tronchi illuminati
da spirali di luce si ergono festosi,
in giardini ancor verdi e statue sembran cantar
una dolce melodia d’amore e di pace.
Dalla terrazza sovrasti l’universo,
dalla tua rocca domini un paesaggio incantevole,
il tuo fascino attrae e proietta
in un mondo di sogno e realtà…
…… Scendi! Arrivi!

Quel paesaggio rimane in salita
l’accoglienza è finita
il piccolo borgo in un silenzio ovattato
si stringe tra mura alte, ciottoli antichi, chiese e scalini,
sotto un bianco manto nevoso.

Antico borgo fatto di ricordi gemelli
fatto di pieghe nascoste
tra l’intimità dei cuori, tra l’intimità degli sguardi
rivolti sempre lassù
finché gioisce un bimbo Gesù.

 

 


PIETRA


Il telefono è muto!

Le parole non contano

gli anni trascorsi dimenticati

i sentimenti abbandonati.

Persone non accettate

in un dialogo fra sordi!

Nel cammino di ricordi perduti

tra radici scolpite nel marmo.
 

GABBIANI

Amo il volteggiare dei gabbiani
che eleganti in volo si rincorrono,
ti distraggono facendoti sognare.
Amo il profumo dei boschi,
gli alberi che vi abitano, gli animali
che tra i rami saltano, fanno i nidi,
si arrampicano tra i tronchi dove hanno le loro tane.
Amo il sorriso di un bimbo
che fa gioir il cuore e rasserenar l’animo.

Amo lealtà, giustizia, dignità
odio compromesso, egoismo, aridità.

Amo chi dà il buongiorno e riconosce
non considero chi non vede e offende
pensando che non tutti hanno il dono
della sensibilità e in alto non possono volare.

 

 


KIWI

Vecchiaia cosa vuoi?
Tra Kiwi nel tuo petto
melograni nel tuo affetto
non portarci via.
Tra profumi di viole
tra prati verdeggianti
Vecchia signora di
Rosso così vestita
assicuraci per sempre la vita.
E' la morte l'infinito
dove proietti
la salvezza dell'anima,
non farti conoscere
nel tuo passaggio impalpabile
in questo omaggio alla vita.
Portaci via
in incognito
tra bianchi smeraldi
nel tempo che non ha età
Non ti conosco
non esisti più
questa è la mia gioventù.
L'infinito è solo una condizione
del tempo,
insieme
a lui giocheremo
né per me ne per lui
esisterà più.

 

 

ALBERO

L'albero ha nel fiore
la speranza
l'albero ha nelle foglie
la linfa della vita
l'albero ha nelle radici
Il succo dell'amore
l'albero ha nei frutti
l'armonia di Dio.
Ammira ciò che esprime
E ama l'albero della vita



LUNA


Al di là del tramonto
nell'infinità dell'orizzonte
spunta la luna
con la sua carica sensuale
con la sua protezione spaziale.
I ricordi scorrono
si fanno più intensi
scorre la vita
scopri la certezza di esistere!
 

 

 

 

 

 

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